Je suis Africaine.
Je suis maman Véronique.
Il ritmo te lo ritrovi lì davanti al cancello, già sulla strada, ancor prima di entrare.
Si suona il citofono.
Si salgono le scale e bienvenue en Afrique!
La mano è alzata per benedire, il giorno in più regalato alla Vita.
È l’ora dei canti di Jesus.
È l’ora dello Spirito che sconquassa i corpi, che li fa tremare, che li fa ballare, che li fa sudare.
Jesus che ritmo!
Ratatadesne…
Ratatadesne…
Ratatadesne…
Parole senza senso, lingua dello spirito.
Perché lo Spirito soffia.
Lo Spirito impazza.
Lo Spirito fa urlare.
Lo Spirito fa lacrimare.
Le mani vibrano al cielo, i piedi battono il ritmo della lode.
I bambini corrono liberi tra le gambe degli adulti che pregano Dio.
Il canto continua, è un respiro senza tempo che parte dall’Africa e arriva sulla moquette sgualcita di una vecchia casa di Vigevano, che all’occasione è diventata Chiesa.
Mama Veronique compie gli anni.
Mama Veronique non è più sposata, ma tutti questi figli, sono suoi.
Si tolgono le sedie, si preparano i tavoli la chiesa diventa mensa, si mangia l’attiecke si mangia l’alloco.
Si taglia la torta e non si capisce quando è finito il tempo della lode di Jesus e quando è iniziata la festa, perché non c’è confine.
Mama Veronique compie gli anni.
Mama Veronique non è più sposata, ma tutti questi figli, sono suoi.
Joyeux anniversaire maman Véronique.