Sono proiettili di artiglieria, sono grosse lacrime senza sale, le gocce che cadono per gravità dal cielo sulla piazza e che impastano il fango dei cimiteri intorno.
Non ai alza più il canto dei muezzin, dai minareti si manifesta la volontà di Dio sotto forma di piombo, sotto forma di colpi precisi che diventano sangue sull'asfalto.
Siamo pasto per i cani, siamo carne macinata dall'odio di un Dio che parla la nostra stessa lingua, di uomini che chiamano lo stesso Dio in modi diversi.
Si prega e tutti ci si piega sotto il fuoco dei cecchini, la storia è qui e noi mentiamo alla storia facendo dei criminali eroi e santi.
La città è stata disossata dai colpi dei mortai e l’arte dello sparare ha raggiunto forme altissime, si tiene alta la tensione e quando l’abbassi vieni ammazzato come un idiota, come se ci fosse un modo intelligente di essere ammazzato.
La voce degli Zastava M76 si fa sentire e può essere l’ultimo suono che ascolti prima del rumore del proiettile addosso alla tua pelle.
Qui sembra non esistere la parola pace e se esiste è solo una tregua tra due guerre.
Sui libri si storia la guerra è fatta di nomi, di luoghi, di strategie, di generali, di numeri di morti, ma nessuno ti spiega il silenzio, il colore della notte verde illuminata dai traccianti, la tensione nel sentire un rumore che non ti aspetti.
Al telegiornale nessuno ti spiega la paura che non ha tregua, il cuore che ha un ritmo tutto suo mentre attraversi una strada, nessuno spiega le preghiere e le urla silenziose, nessuno ti spiega la speranza o ti mostra come da un corpo esce la vita.
“Pazite snajper, pazite snajper” si urla per le strade e Vedran Smailovic suona l'adagio in sol minore di Remo Giazotto a diverse ore del giorno, per 22 giorni, tante erano le vittime in fila per il pane.
Perchè è cosi importante il nome con cui chiami Dio?
La guerra mischia i popoli, ci mischia, la guerra è inchiostro per la storia, a volte alle sconfitte viene tributata il mito nazionale. Ma la memoria resta.
Brucia la biblioteca, bruciano i libri, brucia la vita.
La guerra ti uccide anche quando ti lascia vivo.